Colloquio in inglese

Le dodici domande del colloquio in inglese, tradotte, e cosa vogliono sentire davvero

Un colloquio di lavoro in inglese, in pratica, sono dodici domande. Cambiano le parole e cambia l’azienda, ma la lista è quella: chi sei, perché te ne vai, perché qui, un fallimento, un disaccordo, lo stipendio, le tue domande. Qui sotto ci sono tutte e dodici, tradotte, con la forma di risposta che si aspetta un selezionatore anglofono. Quella forma è quasi sempre al contrario di come la costruiamo in italiano: prima il punto, poi il contesto.

Le dodici domande, tradotte

In EnglishIn italianoCosa ti chiedono davvero
Tell me about yourself.Mi parli di sé.Due minuti di percorso professionale pensati per questo ruolo, non la tua storia dall’università.
Walk me through your resume.Mi racconti il suo CV, passo per passo.Le tappe in ordine, e per ognuna una decisione che è stata tua.
Why are you leaving your current job?Perché vuole lasciare il lavoro attuale?Un motivo che ti attira qui e uno che ti spinge via, senza parlare male di nessuno.
Why do you want to work here?Perché vuole lavorare da noi?Un dettaglio concreto sul prodotto o sul team, non la missione copiata dal sito.
What are your strengths?Quali sono i suoi punti di forza?Due, ciascuno con un esempio.
What is your biggest weakness?Qual è il suo principale difetto?Un difetto vero e cosa fai per compensarlo, in due frasi.
Tell me about a time you failed.Mi racconti una volta in cui ha fallito.Un insuccesso preciso, la tua parte di responsabilità, cosa hai cambiato dopo.
Tell me about a time you pushed back.Mi racconti una volta in cui si è opposto a una decisione.Come hai detto di no a qualcuno più in alto di te, con la frase che hai usato, e com’è finita.
How do you handle pressure?Come gestisce la pressione?Un esempio con una scadenza reale, non una descrizione del tuo carattere.
Where do you see yourself in five years?Dove si vede tra cinque anni?Una direzione coerente con questo ruolo.
What are your salary expectations?Quali sono le sue aspettative economiche?Una forchetta, lorda annua, nella valuta del ruolo, detta una volta e senza scusarti.
Do you have any questions for us?Ha qualche domanda per noi?Sì. Tre, sul lavoro vero e proprio.

Dove la risposta si perde partendo dall’italiano

Le domande le capisci. Il guaio è che l’italiano costruisce una risposta buona in un ordine diverso, e mette a disposizione parole che somigliano all’inglese e significano altro.

Prima il contesto, poi il punto

In italiano si parte dalla situazione e si arriva alla conclusione, e una risposta che salta il contesto sembra superficiale. Chi ti intervista in inglese prende i primi trenta secondi come la risposta: se lì c’è solo lo sfondo, annota che non sei arrivato al punto. Apri con la decisione, poi aggiungi il perché.

Il “noi” al posto dell’“io”

Abbiamo migrato il sistema, abbiamo ridotto i tempi. In italiano è modestia e senso del gruppo. Tradotto, «we migrated the system» nasconde proprio quello che cercano: quale verbo è stato tuo. Di’ «I proposed», «I led», e poi dai il merito al team.

actually / attualmente, eventually / eventualmente

Attualmente è «currently»; «actually» vuol dire in realtà e smentisce quello che è stato appena detto. Eventualmente è «possibly», mentre «eventually» vuol dire alla fine: «I could eventually relocate» è una promessa di trasferirti, non un’ipotesi.

argument, morbid, sensible

«We had an argument about the design» racconta un litigio: argomento è «topic». «Morbid» in inglese è macabro, non morbido né affettuoso. «A sensible decision» è una decisione ragionevole; per sensibile si dice «sensitive».

“I have 30 years”

Ho 30 anni, ho ragione, ho fame: in inglese vogliono tutti «to be» – «I am 30». Lo stesso per «I have 5 years of experience» (va bene) contro «I have 5 years in this company» (meglio «I have been here for 5 years»). Cade nel primo minuto, dentro «Tell me about yourself».

La risposta lunga come segno di rispetto

Una risposta ampia, con tutte le premesse, da noi mostra serietà. In un colloquio in inglese due minuti sono il limite naturale: oltre, chi ascolta smette di prendere appunti. Se vogliono più dettagli, chiedono – ed è un buon segno.

Assistente AI per il colloquio di lavoro: risposte in tempo reale su Zoom, Meet e Teams

La domanda sullo schermo, tradotta, mentre te la fanno

Trippi Cue è un’estensione di Chrome per i colloqui su Google Meet, Zoom nel browser e Microsoft Teams nel browser. Clicchi sulla sua icona nella scheda della chiamata e da quel momento ascolta l’audio di quella scheda – il suono che la chiamata già riproduce. Il microfono non viene mai richiesto, nessun bot entra nella chiamata, nessun partecipante viene aggiunto.

In una finestra sopra la chiamata compare ogni frase dell’intervistatore così come è stata riconosciuta, con sotto la traduzione in italiano, dal primo minuto. Quando il copilota capisce che una domanda è rivolta a te, arriva una scheda breve: due o tre punti, in italiano o in inglese come preferisci, costruiti sugli ultimi minuti e sulla nota scritta prima della chiamata – ruolo, azienda, il progetto di cui vuoi parlare. La scheda mette il punto per primo, che è proprio l’ordine che all’italiano manca. È una traccia, non un copione: la frase in inglese la dici tu.

Cosa non fa: non funziona nelle app desktop di Zoom o Teams, solo nel browser. Non registra nulla e non conserva l’audio; il testo riconosciuto e le schede restano 30 giorni e poi vengono cancellati in automatico. Non si nasconde: se condividi la scheda o tutto lo schermo, la finestra si vede. La nostra posizione sull’aiuto durante un colloquio è nella pagina uso responsabile.

Prima della chiamata, in cinque minuti

  1. 1Scrivi le risposte alle dodici domande e dille una volta ad alta voce, in inglese.
  2. 2Prepara due storie: un fallimento e un disaccordo. Una frase ciascuna.
  3. 3Se usi Trippi Cue, scrivi la nota: ruolo, azienda, il progetto su cui vuoi tornare, la tua forchetta di stipendio. Nella chiamata, un clic sull’icona.
  4. 4Se il link apre un’app desktop, entra dal browser.

FAQ

Domande frequenti

Traduce il colloquio in tempo reale?+

Sì. Ogni frase riconosciuta compare con la traduzione sotto, dal primo minuto. La lingua si cambia nell’intestazione della finestra, anche a chiamata in corso.

La risposta me la scrive in italiano o in inglese?+

Nella lingua che scegli. La domanda resta nella lingua del colloquio, la scheda viene scritta nella lingua selezionata, e puoi cambiarla a metà chiamata.

Funziona su Zoom?+

Su Zoom dal browser sì, con un permesso di Chrome da dare una volta sola. Nell’app desktop di Zoom no: un’estensione di Chrome non può sentirla.

Chi mi intervista se ne accorge?+

L’estensione non si nasconde e non lo promette. L’intervistatore vede la tua videocamera e quello che condividi; se condividi la scheda della chiamata, la finestra si vede. E una pausa sempre uguale prima di ogni risposta si nota. Vedi la pagina uso responsabile.

Conserva il colloquio?+

Non registra audio. Il testo riconosciuto, la nota e le schede restano 30 giorni e poi si cancellano da soli; cancellando l’account spariscono prima.

Da leggere dopo

Il prossimo colloquio, con la domanda davanti

Trippi Cue è nel Chrome Web Store: la installi, clicchi sull’icona durante la chiamata, leggi la domanda.

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